La danza urbana è una modalità di vivere l'arte coreografica che cerca di aggregare persone intorno a momenti, situazioni di movimento sparso lungo il tessuto urbano per far soffermare, commentare, riflettere, fermare, chiacchierare…. le persone che o transitano o convengono nel luogo dell'evento, che sono quindi sollecitate e sensibilizzate ad accorgersi del loro intorno; è un modo di fare abitare il territorio, il proprio contesto di vita e il proprio corpo…perché provoca emozioni e reazioni rispetto a se stessi nello spazio e con gli altri. C'è quindi l'ipotesi di sostenere interazione con il paesaggio fra luoghi e persone in un orizzonte di danza intesa come colloquio continuo con ciò che circonda; una ricerca sulla relazione tra luogo fisico e luogo della mente…spazio instabile e mutevole per un continuo intrecciarsi di situazioni, incontri ,persone e vissuti che si sovrappongono. Si vengono così a costituire frammenti di esperienze ed eventi, carichi di rimandi e storie e suggestioni, parlanti di situazioni e vita perché richiamanti un'esplorazione corporea ed empatica in un continuo movimento.

Si possono prevedere:
  • interventi improvvisati nel luogo e/o con le persone;
  • interventi a tema nel luogo e/o con le persone;
  • interventi di coreografie della compagnia in cornici spaziali scelte prima dell'evento.


CANTAMI, O DIVA
È come essere pervasi da un vento. Dalla musa della danza.
Attraverso l'improvvisazione la personalità, le qualità fisiche ed espressive sono espresse in un modo più immediato; ciò che sente e prova il danzatore in quel momento fa nascere la danza. La sua bellezza sta nell'irripetibilità, nel vivere un momento unico, irripetibile appunto, una performance si adatta al luogo in cui la si fa, al pubblico, al tempo (di notte in un parco,all'alba prima dell'inizio della messa, di pomeriggio in un bar). L'allenamento per l'artista è provare se stesso non una coreografia; prova le relazioni non un pezzo. L'improvvisazione si creerà solo in un momento e in luogo preciso, diverso sempre; nel cambiamento e nel mutamento prende forma la danza, che sarà vissuta dall'attore e dal danzatore una volta sola e per questo imperdibile, irrinunciabile. La bellezza della fugacità e di poter provare e vedere qualcosa per una volta sola; che non sarà meglio o peggio di altro, sarà sempre diverso, sempre un divenire continuo.
La creazione incosciente è il momento in cui si tirano fuori vissuti, emozioni e si lasciano fluire liberamente; non è cosa semplice, a lungo bisogna allenarsi. In un gruppo, che improvvisa insieme, si viene a creare una conoscenza profonda e un provare insieme e un sentire comune, legami di pelle e di cuore.